L’unione di un sistema di recupero del calore permette il ricambio dell’intero volume d’aria con aria esterna, fresca e pulita, solo quando necessario e senza la necessità di aprire porte e/o finestre, con conseguente perdita di calore. Il calore presente nell’aria viziata viene passato all’aria fresca aspirata dall’esterno tramite appositi dispositivi di scambio senza intersezione di flusso. L’aria in ingresso viene filtrata e se necessario ulteriormente riscaldata o raffreddata per mantenere le condizioni di comfort desiderate.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Europa la popolazione trascorre fino al 90% in ambienti confinati, di cui la metà nelle abitazioni; solo una piccola percentuale dei respiri inalano aria esterna (~5÷10%).
Gli ambienti chiusi, non correttamente e costantemente ventilati, possono avere un tasso d’inquinamento
fino a 7 volte superiore all’ambiente esterno, comportando problematiche sul corpo umano già riconosciuti
nel 1983 dal OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) e denominato “Sindrome da Edificio Malato”.
Tale patologia comprende tutti i disturbi dovuti all’errato microclima dell’edificio riguardante principalmente:
Gli inquinanti presenti negli ambienti possono essere classificati come segue.
La vita quotidiana degli ambienti comporta mediamente l’apporto nell’edificio di circa 2 kg di vapore acqueo al giorno per ogni singola persona.
Vi è inoltre da considerare che gli edifici risultano inoltre sempre più sigillati, anche grazie a nuove soluzioni per infissi e cappotti termici, garantendo elevate prestazioni energetiche dell’edificio, riducendo drasticamente le perdite di calore ed eliminando gli “spifferi”. Questo binomio di condizioni comporta un aumento della possibilità di creazione di condensa sulle pareti dell’edificio, con creazione delle anti-estetiche e non salubri muffe.
L’aria stagnante degli ambienti può essere rinnovata tramite l’apertura delle finestre.
Per effettuare correttamente questa operazione è necessario garantire dei tempi minimi di ricambio che variano in base al tipo di apertura e dalla stagione: qui a lato i tempi consigliati di ricambio aria.
I livelli ottimali di umidità in ambiente sono definiti dal 50 al 60%. In inverno, anche con livelli di umidità esterna superiori al 90%, è possibile arieggiare i locali:
Temperatura: +20°C, Umidità: 60% > Vapore acqueo: 10,4 g/m3
Temperatura: +5°C, Umidità: 90% > Vapore acqueo: 6,1 g/ m3
Δ vapore acqueo: +4,3 g/ m3
Anche in inverno il ricambio d’aria può ridurre l’umidità interna. Il ricambio d’aria tramite apertura delle finestre porta però una dispersione di calore verso l’ambiente esterno, con aumento
dei costi di funzionamento dell’impianto e creazione di fastidiose correnti d’aria. Inoltre la prolungata apertura delle finestre potrebbe abbassare la temperatura superficiale delle pareti, facendole diventare un punto di formazione della condensa e proliferazione di muffe.
È quindi necessario individuare un sistema che permetta di:
La soluzione è:
Ventilazione Meccanica con recupero del calore
L’unità di ventilazione e recupero del calore è dotata di uno speciale scambiatore di calore a flussi incrociati, a microcanali con area di scambio massimizzata e limitate le perdite di carico.
Il dispositivo è appostitamente prodotto in uno speciale materiale plastico che consente di mantenere salubre l’aria che lo attraversa, evitando il deposito di polveri e la formazione di muffe.
I due flussi d’aria, di rinnovo e viziata, vengono forzati da appositi ventilatori brushless ad attraversare lo scambiatore di recupero del calore con flussi incrociati e controcorrente. I due flussi d’aria rimangono completamente separati per tutto il trattamento.
L’impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore è composta da:
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